Il Gabrielli e i Casamonica.

La recente vicenda del funerale di un padrino della famiglia Casamonica a Roma e quello che ne è seguito può rispondere alla domanda che molti si “ma perché l’Italia va così male?” Facciamo un veloce riepilogo degli ultimi fatti:

Un boss di una famiglia in odor di mafia, che ha recentemente subito condanne rispetto a vari appartenenti  per vari secoli di galera, muore. Ne viene organizzato un funerale molto sfarzoso, con tanto di elicottero in zona vietata al volo che lancia petali.

Si scatena una grossa indignazione pubblica perché la cosa fa molto rumore; dei criminali che occupano rumorosamente la città!! Orrore!

A questo punto viene il bello, il bello dell’Italia e la sua caratteristica peculiare, unica direi tra i paesi avanzati: il prefetto di Roma casca dal pero. Io non sapevo un cazzo . Il questore di Roma casca anche lui dal pero. Anche io non sapevo un cazzo. Nessuno ci ha informato.

Quindi i massimi poteri della gestione dell’ordine pubblico e della repressione della criminalità dicono apertamente di non sapere niente di niente. E che qualcuno li doveva informare. Ma chi se sono loro i comandanti?

Dopo questa figura di merda colossale e cosmica del questore e del prefetto invece di calci nel culo e licenziamenti in tronco che accade in questo paesello disgraziato? Il prefetto, per premio , viene nominato commissario del giubileo prossimo venturo, dove potrà gestire centinaia di milioni pubblici ( cioè soldi nostri ) con la consueta abilità dimostrata nella repressione della criminalità a Roma.

E la cosa che sconcerta è che questo modo di fare e di gestire un paese sia considerato normalità dai nostri giornali. Nessuno fa domande, nessuno si indigna, niente di niente. Da altri parti Gabrielli sarebbe stato licenziato in tronco ( niente dimissioni ) e accompagnato alla porta da guardie armate. Adesso sarebbe indagato per capire se la sua dabbenaggine sia dovuta a incapacità di intendere e volere o se c’è malafede e corruzione del personaggio e quindi se metterlo in galera per qualche decennio. Qua invece viene nominato uomo di fiducia dal governo non eletto Renzi-Alfano per gestire i nostri soldi.

gabrielli e casamonica

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I benecomunisti e i liberisti all’amatriciana

Leoni Blog è uno spazio di commenti su economia giustizia e altro fatta da personaggi a loro dire liberali e liberisti. Per la maggior parte, a dire il vero escludendo Giannino che lo sembra davvero, questi commenti sono fatti dai liberali all’amatriciana, o per usare una definizione di qualcuno migliore di me, i liberali del cazzo. Si tratta di vaneggiamenti ideologici che di liberale, o liberista , non hanno nemmeno le basi . Se vogliamo queste idee vaneggianti e medioevali sono anche la base del partito “Fare per fermare il declino”, non a caso fermatosi allo 0%. Ogni articolo del Leoni Blogs pianta martellate su questo 0% , allontanando ogni speranza di avere qualcosa di liberale almeno all’1%!

Come esempio oggi c’è questo articolo di Gemma Mantovani , che riprende un episodio di cronaca: Sabina Guzzanti viene cacciata dal proprietario di uno stabilimento balneare dal mare. Leggiamo l’articolo perché merita una analisi approfondita.

Per prima cosa, in tutto l’articolo, sebbene chiamata in causa molte volte La Guzzanti non viene mai nominata. Si tratta di una tecnica di disprezzo palese e vigliacco. La Guzzanti viene apostrofata come attrice comica romana. In realtà La Guzzanti è una scrittrice, autrice teatrale, regista e attrice in generale oltre che comica.

Poi per tutto l’articolo si inventa una definizione inesistente in Italia : il benecomunista. Questa parola non esiste, non esiste un partito dei benecomunisti ne un movimento ne altro. Come non esiste un’altra parola inventata e usata spesso come cattocomunista.

Davvero il Leoni Blog pensa di espandere le idee liberali (per adesso allo 0%) offendendo e disprezzando ?

Comunque andiamo avanti. La prima frase che colpisce è :

alcune spiagge del litorale italiano [..] sono gestite da imprenditori che operano in regime di concessione [..] [questo] ha permesso in certi casi l’inammissibile negazione del libero accesso alle spiagge.

E no cara Gemma , non esiste proprio. La legge italiana permette sempre di accedere alle spiagge ed è pure stato ribadito dalla corte costituzionale custode della legge suprema italiana.

Dunque o sta ignorando la legge italiana o se ne sta fregando. La invito perciò ad andare in paesi come gli USA o l’Inghilterra, abbastanza poco benecomunisti per lei e provare lì a violare la legge. Vediamo che le succede.

Andando avanti :

[la Guzzanti rivendica] animatamente il diritto di poter stazionare sulla battigia ed essere stata allontanata dal gestore del bagno

Quindi mi spieghi perché non deve essere animata la lotta nel difendere i propri diritti legali e costituzionali?

E chi avrebbe nominato il gestore del bagno pubblico ufficiale col potere di allontanare le persone?

Provi ad andare in America a aggredire le persone e i suoi diritti costituzionali e vediamo cosa le succede.

[..le spiagge..] come peraltro accade nel resto d’Europa, sono gestite da imprenditori che operano in regime di concessione.

Assolutamente no. Basta andare in qualunque paese, sia Spagna, Francia, America, gestite da governi di colore diverso, ordinamento diverso ecc. per vedere come le spiagge siano assolutamente libere. Ma che cavolo dice?? Ma vada a Barcellona, vada in Corsica, vada a Coney Island . E’ sempre tutto libero sulla spiaggia. Perché mente? Perché dice bugie?

Si continua :

Per altri, al contrario, non solo ciò ha rappresentato una fonte di reddito e di lavoro per moltissimi cittadini ma ha permesso un controllo degli accessi, la possibilità di monitorare e gestire fenomeni di congestionamento e depauperamento naturale e quindi ne ha migliorato sia lo sfruttamento sia la preservazione.

E qui casca l’asino e si capiscono le vere intenzioni della Mantovani : difendere i monopoli consortili dei concessionari.

L’occupazione ce l’hanno a Barcellona, dove davanti alla spiaggia assolutamente libera ci sono almeno 3 file di ristoranti che danno lavoro a molte più persone persone di un qualunque squallido bagno che occupa militarmente le nostre spiagge.

E la spiaggia, assolutamente libera, la puliscono gli spazzini pubblici ad ogni ora del giorno , pagati con le tasse delle innumerevoli attività sul lungomare. Altro che abbandono, sporcizia e depauperamento.

Quindi c’è tutto il corollario del liberista (all’amatriciana) perfetto:

  • Ideologie e offese varie fino al disprezzo di inventarsi neologismo offensivi.
  • Palesi menzogne, tra l’altro facilmente verificabili.
  • Un po’ di merda gettata a pioggia sui “comunisti”, gli “hippy” ecc.
  • Una difesa apologica del bene privato, inteso come controllo totale su tutto l’universo che tanto bene porta.
  • Un palese disprezzo e ignoranza dello stato di diritto e delle regole.

Ora dobbiamo chiederci se l’inesistente movimento liberale italiano può sopportare questi ignoranti estremisti. Credo proprio di no.

Gente come Gemma Mantovani andrebbe semplicemente silenziata, pena il martellamento allo 0% eterno di consenso politico.

E’ possibile che non si possa costruire uno spazio pubblico di persone veramente liberali e liberiste? Magari anche intelligenti (se non è chiedere troppo)?

spiaggia sempre libera

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un sindacato superfissato

camusso superfisso

E vai col modello superfisso, quello dove ogni posto di lavoro è sempre fisso, si tratti di ingegnere biomedico come dell’arrotino, dove non c’è mai sviluppo in nessun settore e quindi le assunzioni non possono mai aumentare , o diminuire. A questo punto perché non andare più in là e rendere il posto di lavoro ereditario?  Se poi uno ha più figli gli altri potrebbero andare in seminario .  Così il nostro bel sindacato potrebbe finalmente esplicitare qual è la sua età dell’oro tanto rimpianta: il medioevo.

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Un questore poco liberale

cocoricochiude

Dopo la morte di un 16 enne nella famosa discoteca Cocoricò di Riccione il questore di Rimini Maurizio Improta ha deciso di chiudere la discoteca.

maurizioimprota

Il potere glielo da una legge che si chiama Testo unico di pubblica sicurezza, articolo 100.

Si tratta della solita legge “all’italiana”, che non è chiara e non definisce bene i limiti di attuazione. In pratica questa legge, senza tanti giri di parole, attribuisce ai questori , e quindi al governo visto che questa gente prende direttamente ordini dal ministero dell’interno, di chiudere qualunque attività pubblica per qualunque periodo di tempo. Ovviamente una legge così confusa viene in continuazione attaccata in tribunale dai gestori dei locali che spesso in varie sedi vincono i ricorsi, ottengono dei risarcimenti ecc.

Questa legge è insensata. Se un locale è pericoloso non si chiude, ma si arrestano i titolari e chi ci lavora, contestando veri reati e andando incontro ad un vero processo, con tutte le garanzie costituzionali del caso.

Invece come al solito tramite prefetti e questori si ha una invasione di campo da parte del potere esecutivo rispetto al diritto che comporta come sempre abusi e violazioni del diritto di proprietà e di libero esercizio di impresa.

Questa vicenda si inserisce a pieno titolo nell’immaturità democratica di un paese limitatamente liberale e non è un caso che soggetti che non hanno una forte natura liberale, come Severgnini , applaudano alla decisione del questore. Sarebbe bello che una simile decisione fosse presa contro i datori di lavoro di Severgnini e che questi si trovasse il giorno dopo senza alcuna fonte di reddito, senza essere di niente responsabile. Chissà cosa scriverebbe.

Caro Severgnini , il questore non deve decidere chi apre e chi chiude, il questore dovrebbe acchiappare i delinquenti. Se nelle discoteche di Rimini e Riccione gira troppa droga , il questore non dovrebbe applicare leggi illiberali, ma cacciato, lui e il prefetto, come incapace e primo responsabile.

Altrimenti chiudiamo tutto, a cominciare ovviamente dal tuo giornale; chissà che qualcuno non si droghi per colpa dei tuoi articoli.

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Le 4 lesbiche

4lesbiche

Ha fatto scalpore la frase infelice pronunciata dal presidente della lega dilettanti Belloli che parlando del calcio femminile ha definito il movimento “quelle quattro lesbiche”. Chiaramente si sono scatenate critiche e proteste che alla fine hanno portato alle dimissioni  e caso chiuso. La gravità di quello che è successo però non mi pare sia stata bel colta. Che ci sia qualche ignorante o razzista non è un gran problema; questa gente c’è e ci sarà sempre , anche tra gli omosessuali..

Il fatto è che queste esternazioni lasciando capire in che mani si trova questo paese, anche nei suoi corpi intermedi., In un pianeta dove il calcio femminile sta crescendo enormemente , in fatto di movimento ma anche di attenzione mediatica , avere un incompetente al comando è una vera sciagura. Ed infatti l’Italia è uno dei pochissimi paesi al mondo dove il calcio femminile stenta ad affermarsi.

Intanto nel mondo che va avanti e progredisce, dove le organizzazioni sono in mano a persone meritevoli , centinaia di migliaia di persone accolgono la squadra campione del mondo di calcio femminile nella prima parata della storia per una squadra femminile. E via di fatturato che aumenta, di soldi che girano e quindi di indotto, lavoro e sviluppo. E noi a girarci i pollici con quattro lesbiche..

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Il trasporto pubblico non è più un diritto. Prendiamone atto.

bus rottame

In questi ultimi tempi si moltiplicano le proteste e i conseguenti disagi nel trasporto pubblico locale, a Genova come a Roma.

In realtà il settore è sotto pressione e in agitazione in tutto il paese.

Le soluzioni che circolano sono le solite : licenziamo tutti gli autisti, licenziamo tutti i dirigenti, arrestiamo tutti politici.

La realtà è che semplicemente un modello di trasporto sta arrivando al capolinea. In Italia il trasporto pubblico è considerato, come tante altre cose , un diritto. Questo significa che costi quello che costi si deve mantenere. Perciò tutto il trasporto pubblico è sovvenzionato dalle tasse di tutti. Le tasse sono arrivate al punto di rottura e alzarle ancora è impossibile. Inoltre ci sono tante spese da parte dello stato e per queste ragioni il flusso di denaro dalle tasse degli italiani alle aziende di trasporto si è ridotto notevolmente.

Quindi le aziende sono in crisi. Possono alzare il costo dei biglietti, ma questo è contrario al trasporto come diritto ; se si alzano i biglietti alcune persone non possono più prendere l’autobus. Si possono aumentare i controlli e impedire alle persone che non pagano di salire sui mezzi pubblici. Ma anche questo va contro il diritto di chi ha poco denaro di essere trasportato, giusto? Allora si possono ridurre le corse, ma questo è contro il diritto del trasporto, tutti ne hanno diritto e tutti i posti ne hanno diritto, anche se l’autobus viaggia semivuoto.

Cosa rimane senza ledere il diritto al trasporto dell’utenza? Rimane da risparmiare, sui costi di manutenzione e sugli stipendi dei lavoratori. Ecco che i mezzi invecchiano e funzionano sempre peggio ed ecco che gli autisti vedono ridursi lo stipendio dove si può legalmente, sui bonus, sugli straordinari ecc.

Ci sono dei limiti a questi risparmi. Un mezzo rotto non viaggia. Un autista non guida gratis. Un autista pagato poco è poco motivato. Il servizio peggiora sempre più. E quindi di nuovo : : licenziamo tutti gli autisti, licenziamo tutti i dirigenti, arrestiamo tutti politici bla bla bla.

Un modello è giunto al capolinea e semplicemente va cambiato il paradigma : lo stato deve ridurre il suo perimetro. Non è questione di volerlo, è inevitabile. Inevitabilmente , in barba ai “diritti” le corse meno redditizie vengono cancellate, i biglietti aumentano, i controlli aumentano.

Bisogna decidere se subire la transazione, pagandone il prezzo doloroso di un servizio inefficiente oppure cambiare il modello, tirare una riga sui diritti e trattare il trasporto di massa come ogni altro settore industriale.

Si privatizzino le compagnie, si consenta la concorrenza, con due o tre compagnie per grande città. Si consenta alle compagnie di decidere se far salire o no chi è sprovvisto di titolo di viaggio, si consenta alle compagnie di cancellare tutte le tratte che vogliono e alzare i prezzi fin che vogliono. Le aziende si posizioneranno in condizioni di equilibrio, senza umiliare i lavoratori; rinnoveranno mezzi e servizio per attrarre gli utenti. Terranno lontani i politici, visto che non porterebbero più soldi pubblici. E vediamo come va.

E se una municipalità o una zona volesse avere un trasporto pubblico migliore può sempre pagare per avere il servizio, senza far gravare il costo di pochi su tutti. Come avviene per ogni altra cosa nella realtà.

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Evviva Salvini!!

salvini a pisa

Fino a qualche tempo fa Pisa sembrava la brutta copia di Nuova Delhi. Gente accampata in centro a dormire, pisciare , cacare ovunque. Gruppi di ubriachi a fare schiamazzi fino a tarda notte, bottiglie rotte, risse , perfino morti ammazzati di botte. Torme e nugoli di venditori ambulanti ad ogni passo, accattoni di ogni tipo. E poi iniziative incomprensibili , suonatori di bongo autorizzati dal comune di sabato mattina, festival di venditori di cibo in centro che attiravano nugoloni di balordi , ubriachi, gente di merda da ogni dove come le mosche al miele.

Per anni i vari sindaci, e questo in particolare, se ne sono bellamente sbattuti i coglioni.

A chi alzava una manina si rispondeva a muso duro dando del razzista, del borghese , del rompipalle.

Ad un tratto il miracolo. Salvini, politico della lega, con pochi e deliranti slogan sull’immigrazione , ma unico a occuparsi del problema, riscuote un gran successo. Alle ultime elezioni regionali: Lega Nord Toscana 18,21 %

Tanto basta al nostro prode sindaco. Via gli illegali, via gli ubriachi, via i bonghi, via i punkabestia. Adesso a Pisa si vedono perfino dei vigili urbani, anche se probabilmente perché scortati dai militari con la pistola pronta a sparare se si imboscano.

Cioè dopo anni se non decenni di abbandono clamoroso e piedi in faccia alla cittadinanza adesso le scuse non valgono più (razzismo, solidarietà, volemose bene, cazzi vostri). E’ bastata una doppia cifra della lega per mettere il fuoco al culo al nostro imbelle e immobile sindaco per mandare al macero decenni di slogan e cazzate e scuse e stronzate.

Evviva Salvini !! Torna a Pisa, fai altre due sparate e prendi altri 100 voti, così avremo la città pulita!!

PS.

Adesso si aspettano parole di fuoco contro il nostro BeneAmato sindaco, come queste contro Salvini, per aver mandato i vigili a rompere il cazzo ai vucumprà. Se non arrivano dovremo concludere che , come pensiamo, chi mette questi volantini è complice e addirittura foraggiato dall’amministrazione comunale. Scommettiamo che non ne vedremo?

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